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La comparsa tardiva della neoformazione, l’aspetto verrucoso iniziale, la recidiva dopo asportazione, il suo aumento progressivo, i problemi interpretativi della biopsia, l’ulcerazione superficiale, la consistenza dura alla palpazione motivano l’incertezza della diagnosi clinica e il sospetto, rivelatosi poi infondato, di una neoformazione maligna. Col senno di poi, dopo aver visto nell’esame istologico le lacune linfatiche nel derma papillare, ci siamo spiegati l’aspetto verrucoso iniziale – è noto che il linfangioma circoscritto può presentare un aspetto verrucoso (1, 2) – e abbiamo capito che i piccoli rilievi presenti sulla placca e quelli sulla cute periferica, talora di aspetto traslucido, corrispondevano all’aspetto a uova di rana tipico del linfangioma circoscritto e che l’ulcerazione superficiale era dovuta alla rottura dell’epidermide distesa dalle lacune linfatiche superficiali.

Informazioni aggiuntive

  • Come citare: Eur. J. Pediat. Dermatol. 30, 231-2, 2020
  • Autori: Garofalo L.
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